Moccia 1936 apre a Spaccanapoli

Moccia 1936 apre a Spaccanapoli

La storica insegna inaugura un nuovo punto vendita in via Benedetto Croce, 57

Apertura: Mercoledì 20 dicembre ore 16.30

Moccia apre a Spaccanapoli, nel cuore pulsante del centro antico, in via Benedetto Croce 57. Un nuovo punto vendita della celebre insegna che dal 1936 è emblema della pasticceria tradizionale napoletana. Il nuovo negozio è a pochi passi dal Convento di Santa Chiara, nel primo tratto del Decumano Inferiore. L’apertura di Moccia Spaccanapoli segue quella di Moccia Capodichino presso l’Aeroporto Internazionale e rientra nel progetto di sviluppo del brand di ACento Spa, la holding che ha acquisito il marchio Moccia nel 2016. Anche nel negozio di Spaccanapoli lavoreranno le maestranze storiche di Moccia, in gran parte assorbite dalla nuova proprietà. Il progetto di A Cento Spa èinfatti nel solco della continuità: rilanciare con nuovi investimenti l’insegna storica, valorizzare il capitale umano e conservare i valori di tradizione e identità del brand.

Moccia Spaccanapoli proporrà i prodotti che hanno reso celebre Moccia in Italia e nel mondo: dalla ormai leggendaria “pizzetta” ai dolci della tradizione napoletana. In vetrina nel nuovo locale trionfano ora i dolci delle feste di cui Moccia è una roccaforte indiscussa: struffoli, rococò, mustaccioli, sapienze e divino amore e poi la cassata partenopea e la celebre pastiera. Per ciascun dolce, i pasticcieri e i banconisti storici hanno aneddoti da raccontare sui tanti viaggiatori e napoletani illustri che negli anni hanno scelto le preparazioni di Moccia: da Libero Bovio a Benedetto Croce, da Nino Taranto a Pupetta Maggio. Le maestranze più anziane raccontano di come Benedetto Crocefosse ghiotto proprio dei dolci natalizi e di come la figlia amasse particolarmente gli struffoli. Anche Nino Taranto a Natale ordinava i dolci di Moccia da spedire ad amici e parenti. La famosa pastiera invece raggiungeva ogni anno il Vaticano: un dono di un cliente affezionato a Papa Giovanni Paolo II. Anche Massimo Ranieri l’ordinava e se la faceva portare a casa dal banconista nel giorno della vigilia di Natale.

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